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Visualizzazione dei post da 2017

Nasce ImproWOW, genere e inclusione nell'improvvisazione

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Presentiamo con grande orgoglio la nascita di ImproWOW - Women or Whatever, un'iniziativa a livello mondiale che vuole contribuire a migliorare la scena improv dal punto di vista del genere, per una comunità improvvisativa più varia, rispettosa e inclusiva.

Il progetto nasce al Festival di Improvvisazione di Pandora, con un focus group chiamato Impra focus, in cui uomini e donne hanno discusso su questo tema, e dove abbiamo raccolto i primi dati per iniziare a dare alcune intuizioni e compiti da svolgere entro il prossimo festival. Abbiamo ricevuto molta attenzione, quindi abbiamo deciso di andare oltre e scavare più a fondo.

Goodbye Dubai

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Io sono laureata in Diritto internazionale. In realtà ci sono finita perché i miei volevano una laurea seria, e la carriera da designer o artista non li convinceva.
Poi alla fine sono diventata una designer, una giornalista, un'imprenditrice e un'Improvvisatrice.
A Dubai ho fatto fruttare per la prima volta la mia laurea: ho partecipato alla Conference di improvvisazione teatrale come rappresentante per l'Europa occidentale dell'International Theatresports Institute.

#yesandwebelieveyou: senza punti di domanda

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Sono 2 i motivi per cui non abbiamo ancora scritto un articolo sulla campagna #yesandwebelieveyou: in queste settimane il tempo a disposizione per analizzare tutta la faccenda è stato troppo poco (e la faccenda è complessa), ma soprattutto, è un tema che, per me, non riguarda l'improvvisazione. Riguarda un po' la vita di tutti e di tutto.

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #3

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Cominciamo dalla fine. Pandora è finita da qualche giorno mentre vi scrivo e questo è il momento della malinconia.
Perché è stato figo.
Perché è stato colorato.
Perché Pandora si fa in tanti, come l'amore. E mi sembra se ne sia fatto e prodotto molto di amore in questa edizione dedicata a Woodstock.
Di certo quando stamattina ho ottenuto la mention del pride (quella cosa che puoi reagire a un post di facebook con la bandiera arcobaleno) ho pensato: così posso metterlo sotto tutti i post di Pandora. Perché i diritti esistono davvero quando sono la normalità. Ecco, questo pensiero mi è piaciuto.

Ora partiamo.
La sveglia della domenica mattina alla Bellotta è durissima, si contano i feriti e i dispersi del ballo della seduzione e dell'allegria della sera prima. Giacciono a terra occhialini colorati e costumi anni '70 (drammatizzazione).
Le ultime 3 ore delle app partono e durano fino alle 13, tranne per i corsi avanzati di Tani e Brandi che hanno ottenuto un'estensione p…

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #2

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Il sabato mattina a Pandora alzarsi è dura... l'entusiasmo della prima sera di festa insieme ha impegnato ma non piegato i partecipanti, che si apprestano a iniziare le loro APP, i corsi di nove ore che si svolgono nelle sale della Bellotta.
Con occhiali neri strategici, mi aggiro per le 10 aule, di cui due dislocate a Pontenure. La prima che spio è quella di Luca Mapo Mapelli, che affronta il tema del fallimento: si sente urlare con gioia "Ho sbagliato!" da parte dei suoi alunni.
Accanto a lui la splendida Giulia Amarilli gestisce il Teorema del suino, lavorando sull'empatia e le emozioni, con la sensibilità dei maiali (che mica sono come tutti pensano, anzi).
Ci riprova Mauro Simolo che sostiene che Improvvisare è come fare l'amore: non ci sono regole, ma è importante fare stare al meglio il partner, sempre pronti al cambiamento.
Sono tutte donne, per scelta della prof, le studentesse di Mari Rinaldi, che con Muse e figurine si è proposta di esplorare i ruoli …

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #1

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Pandora è iniziata. L'edizione 2017 del festival di improvvisazione che si tiene vicino a Piacenza, presso il centro La Bellotta di Pontenure, ha aperto i battenti venerdì 9 giugno, quando dalle 17 a ora (credo che qualcuno non abbia ancora trovato Pontenure) i quasi 200 partecipanti sono arrivati. Molti sono conferme, che alla Bellotta si sentono a casa e esordiscono al bar con "il solito", che non è difficile da indovinare visto che è birra o spritz. Stefano Marcucci ha nella sua storia la gestione di un locale a Recco, e dalla passione e dalla precisione che mette nel miscelare le sei parti del cocktail, capisci che quella dovrebbe essere la sua vita. Le giornate sono serene e piene di sole, la bellezza del prato e delle piante della Bellotta sono amplificate dalle decorazioni del palco e dello spiazzo, dove il tema "Woodstock" riempie di ulteriori fiori e colori il panorama. La canzone di quest'anno è Best day of my life, degli American Authors.
Anche …

Accetta le osservazioni - Katy Shutte

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Oggi vi proponiamo un articolo di  Katy Schutte nel quale ci racconta l'importanza di saper accettare le osservazioni che i nostri insegnanti ci fanno durante le lezioni e i nostri registi durante le prove, e come dice il nostro amico David Razowsky "lasciare l'ego fuori dalla porta".
Katy Schutte è un'attrice, Improvvisatrice ed insegnante britannica. Ha studiato al Second City, all'iO, all'UCB, all'Annoyance e non solo. Trovate la sua intera bio qua.

SABIR: impro oltre i confini

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C'è un progetto che - proprio perchè circondato da domande e caratterizzato da transnazionalità e scambio - ci ha colpito molto. Si chiama SABIR. Per spiegarci cos'è, dopo che ne abbiamo sentito parlare da tanti amici che ne sono direttamente coinvolti e che salutiamo con grande affetto (anche perchè che quando sono nei miei weekend romani mi riempiono di affetto che quasi mi viene da rimanerci) come Stefano Augeri, Alessandra Antonelli (sì, lo so che non ti chiami Von Kitch!), Enrico D'Agata, Papo Cossa, Giulia Scarpino, abbiamo chiesto ad una donna che stimiamo di nome Martina Pavone di diventare redattrice per un giorno di improvvisatoripuntoit. Tra la Turchia, l'Italia e la Svezia ci ha regalato queste parole che condividiamo con voi.Viva SABIR!

Focus and Awareness - Un workshop con Yann Van Den Branden #BabylonFestival

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È stato un weekend di lavoro e spettacolo molto interessante. Grazie al Teatro a Molla e al Babylon Festival, di cui anche quest'anno Improvincia è partner, abbiamo avuto la possibilità di lavorare con uno dei componenti dell'Orcas Island Project. Quest'anno abbiamo scelto di lavorare con Yann Van Den Branden, attore e improvvisatore belga, che è stato anche nostro ospite nel "Maestro" che abbiamo proposto a TeatrOreno Sabato 1 Aprile.
Leggete l'articolo fino in fondo perchè c'è una sorpresa per tutti voi cari lettori!

Il mio Papa è differente - Mr. Razowsky in visita a Milano

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Ci sono persone che ti è capitato sicuramente di vedere su uno schermo, ne hai letto sui libri, ne senti parlare, ma quando te le trovi davanti è tutta un’altra cosa.

Il mio Welcome 2017 - un asociale ad un festival

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Già nel post che avevo scritto qualche tempo fa su "MITICO" vi avevo confessato la mia estrema difficoltà nel gestire i contesti di socialità forzata e semi-forzata, come possono essere i festival di improvvisazione, quindi vi riporto le mie sensazioni sempre da quest'ottica, ovvero quella di uno che lo vive un po' ai margini e senza immergersi completamente nell'atmosfera calorosa e a volte soffocante di mille facce, mille occhi e mille parole. Per chi non sappia di cosa sto parlando, e spero siano pochi visto l'estrema dinamicità e apertura che sta animando il mondo improvvisativo italiano in questi ultimi tempi, Welcome è un festival che ormai da alcuni anni i Bugiardini organizzano nella Capitale. Anche quest'anno ho avuto la fortuna di poter partecipare al Festival che per quattro giorni ha impegnato gli Improvvisatori in un percorso meraviglioso, tra workshop e spettacoli.

Se è tutto improvvisato, perché sembra spesso la stessa solfa?

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Ci siamo imbattuti in un articolo di Michael Such, che lancia una provocazione sulla varietà estetica dell’improvvisazione, partendo dalla scena londinese, suo luogo d’origine. L’articolo è piuttosto lungo e intricato, ma cerchiamo di catturarne l’essenza e riportare i punti fondamentali, tradotti. Un sunto critico, if you will.

TEAMS, tratto da "Aerodynamics of YES" - C. Capozzoli

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Qualche anno fa stavo passando per un periodo improvvisativo un po' difficile, poca voglia di andare agli incontri, atteggiamento oppositivo e insopportabile alle riunioni, stato di insoddisfazione e gran voglia di mollare tutto.Confesso che spesso accade ancora perché ho un'indole personale molto bastarda che vive di mania di controllo, ansia derivata e insoddisfazione permanente. Bella sfida per un improvvisatore eh!
Ecco, durante quel periodo ho letto questo libro di Christian Capozzoli, e questo brano che vi riporto mi aveva particolarmente colpito e stimolato.
Tra l'altro trovo che il titolo del libro "AERODYNAMICS OF YES" sia meraviglioso.

Noi coraggiosi - Jimmy Carrane

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A volte come Improvvisatori dovremmo fermarci a riconoscere il valore di ciò che facciamo e quello in cui crediamo: proviamoci assieme all'articolo del blog di Jimmy Carrane (di cui abbiamo parlato qui) intitolato We are brave.

La vita non ha copyright.

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I social improvvisativi italiani si sono infiammati, tempo fa, intorno alla parola "plagio" e suoi derivati, e ciclicamente torna lo spettro del furto, del plagio, del "mi hanno copiato il format" eccetera. - parlare di scandalo sarebbe quantomeno presuntuoso, per il valore effettivo che gli screzi improvvisativi hanno nel mondo reale, ma gli argomenti restano interessanti, soprattutto per il trasporto di chi ha preso parte alle discussioni su plagio, format e copyright.