mercoledì 12 aprile 2017

SABIR: impro oltre i confini

C'è un progetto che - proprio perchè circondato da domande e caratterizzato da transnazionalità e scambio - ci ha colpito molto. Si chiama SABIR.
Per spiegarci cos'è, dopo che ne abbiamo sentito parlare da tanti amici che ne sono direttamente coinvolti e che salutiamo con grande affetto (anche perchè che quando sono nei miei weekend romani mi riempiono di affetto che quasi mi viene da rimanerci) come Stefano Augeri, Alessandra Antonelli (sì, lo so che non ti chiami Von Kitch!), Enrico D'Agata, Papo Cossa, Giulia Scarpino, abbiamo chiesto ad una donna che stimiamo di nome Martina Pavone di diventare redattrice per un giorno di improvvisatoripuntoit.
Tra la Turchia, l'Italia e la Svezia ci ha regalato queste parole che condividiamo con voi.Viva SABIR!


Gli ultimi due anni sono stati politicamente particolarmente difficili. Abbiamo avuto attacchi terroristici uno dopo l’altro e anche piuttosto sparsi e frequenti.  Avete presente vivere sulla tua pelle il terrore? Cambiare le abitudini della tua routine? Tuo padre che terrorizzato riceve telefonate dalla Farnesina: “Sua figlia dov’é? Sta bene?”
E voi direte: “ma questo non é un sito di Impro? Ma di cosa sta parlando questa?”

Da quando mi sono trasferita ad Istanbul, quattro anni fa, la mia percezione della vita é cambiata e di conseguenza anche la mia percezione dell’improvvisazione. Siamo tante persone, 20 milioni, siamo tutti molto diversi, per religione, cultura, lingua, background, talent, bisogni etc e se vuoi integrarti in questo meraviglioso network devi sviluppare una certa sensibilità verso il diverso, Verso l’accettazione. Verso l’ascolto. Verso l’integrazione.
Un giorno ricevo una chiamata dal grandissimo Enrico D’Agata: “Martina, ieri l’ennesimo attentato, questa volta a Parigi, non possiamo fare finta di niente. Facciamo qualcosa.”
Ed ecco cosi che nella testa di Enrico si stava gia formando SABIR.

SABIR sono io. SABIR siete voi. Siamo tutti coinvolti, siamo tutti responsabili.


SABIR al momento é un collettivo del Mediterraneo formato dagli amici di Assetto Teatro da Roma, da me con i ragazzi di AZOT dalla Turchia e da Planeta Impro dalla Spagna, ma ci stiamo ancora espandendo. SABIR é uno strumento per raccontare storie andando oltre gli stereotipi e le barriere linguistiche e culturali. SABIR é una piattaforma dove possiamo esplorare tematiche anche di tipo socio-politico che ci coinvolgono tutti, che apparentemente dividono, ma che realmente avvicinano.

Ne abbiamo parlato tanto, per mesi. Video-chiamate, mail, documenti, brainstorming, prove, laboratori.
Poi ci siamo incontrati. Per la prima volta. Tempo 5 minuti e tutto era così magico. Eravamo tutti pieni di domande, dubbi, paure, vulnerabili e curiosi allo stesso tempo. Pieni di energia.
Abbiamo iniziato a conoscerci, ovviamente tramite la cosa più naturale per tutti noi, la nostra lingua comune: l’improvvisazione.

Hi, I speak Improv and you?
Ciao, Io parlo Impro e tu?
Merhaba, ben doğaçlama tiyatro konuşuyorum ve sen?
Hola, Yo hablo Impro, y tu?

Eravamo pronti ad imparare l’uno dall’altro, pronti a scambiarci aneddoti culturali e giochi linguistici che poi in un modo o nell’altro abbiamo utilizzato nei momenti creativi. Certo, le persone sicuramente fanno la differenza. Dal primo secondo, quando siamo arrivati, ci siamo tutti sentiti estremamente coccolati e a nostro agio. Se tu hai un Papo che ti fa sentire sempre protetto, uno Stefano che é sempre li pronto a farti morire dal ridere, la particolare sensibilità di Barbara e di Chiara, l’estrema creatività di Alessandra, Giulia e il suo umorismo raffinato, le foto imbarazzanti di Michele, Daniele con la sua chitarra empatica. E di certo non mi sono dimenticata di Enrico e Francesca. Ci hanno pure ospitati tutti. Sono praticamente la coppia più fica che io conosca, con un cuore grande grande. Si, le persone fanno la differenza, e noi abbiamo incontrato persone speciali, improvvisatori umili e raffinati che hanno reso la nostra esperienza ancora piu soffice e profonda.
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Ogni giorno avevamo un laboratorio esplorativo del nostro potenziale nel suo insieme. Lavoravamo sul come far interagire lingue differenti raccontando la stessa storia. Lavoravamo sul come costruire ponti tra le differenze, solo volti a creare inclusione, storytelling e armonia. Abbiamo prediletto il potere dell’insieme usando la nostra fisicita come fossimo un coro delle tragedie greche, alle volte rendendolo persino musicale e vocale giocando di intrecci di melodie, arricchenti armonie e pulsanti poliritmie. Il silenzio non é mancato, e le nostre storie si sono corteggiate, mischiate, arruffate e poi sempre e comunque connesse perché poi alla fine ci é capitato di capirci anche piu del previsto. A parlare tutti la stessa lingua questo non sarebbe mai successo. Invece eravamo tutti li, nudi e vulnerabili bambini indifesi pronti a servire il flusso del momento. Non essere stati nella nostra solita zona di confort ha sicuramente aiutato e potenziato la nostra sensibilita di ascolto e quando il pubblico si é emozionato con noi abbiamo capito che la comunicazione linguistica é nettamente sopravvalutata.

We speak Impro, and you?
We speak Sabir.
Ma tecnicamente cosa vuol dire SABIR?

Sabir é la cosiddetta “lingua franca” del Mediterraneo, piena di idiomi di servizio che veniva parlata nei porti del XIX ai tempi delle Crociate.

Ciao io sono Martina, sono Italiana, ma poco importa. Vivo ad Istanbul. Faccio tante cose, e tra queste, collaboro con gli AZOT.
Gli Azot hanno un qualcosa di estremamente speciale, a parte ovviamente il fatto che ci sia il mio futuro marito all’interno - Kıvanç detto Ciro per gli amici. Sono umili, attenti, sempre assetati di imparare nuove cose, si lasciano stupire, sempre positivi e molto socievoli. Sono delle persone che ti aprono le porte. Le porte delle loro case. Le porte delle loro vite e dei loro cuori. Magari poi non possiedono niente, ma loro sono sempre pronti a darti tutto quello che hanno.

Prima di partire abbiamo preparato questo piccolo video per presentare a tutti dove viviamo.

Ma io non capisco il Turco..
Il mio inglese é davvero maccheronico..
Loro vengono da una cultura Islamica?
Ma in Turchia c’é il deserto?
E’ vero che fumate tutti?
Potete fare Impro senza limiti di tipo politico?
Ma come comunicheremo tra di noi?
La vostra vita quotidiana al momento é normale?
Qui vi sentite al sicuro?
Cosa vorreste raccontare del vostro paese?
Che lingua poetica, c’é un bel termine per ogni minima cosa..
Mangiate qualcos’altro o solo kebab?

17342555_10212042127429736_2803018544478332164_n.jpgSiamo stati molto felici di poter anche presentare il nostro format per l’estero: Carnavallaturca  dove abbiamo giocato tra il turco, l’inglese e il gibberish, cercando di essere il piu interattivi possibile, persino insegnando al pubblico un po’ di turco. Senza poi omettere la gloriosa entrata ottomana. Per noi, e ancora piu per loro, é particolarmente importante diffondere qualcosa della cultura turca nel mondo, ci emoziona molto e siamo sempre molto entusiasti nell’avere oppurtunita di farlo.


E io? Beh io sono ancora molto toccata. Per me questo progetto ha una valenza affettiva molto sentita. Mi sono sentita come un ponte io stessa.

Ciao, io sono un ponte.
Merhaba Ben köprüyüm.

Ponte culturale e ponte linguistico. Un po’ come se fossi il Bosforo. Tra Europa e Asia.
Maşallah!

Ciao io sono il Bosforo.
Ok la smetto, scusate, sono sempre così naive, ma che ci volete fare? Mi hanno disegnata così! Mi godo ogni singolo istante così profondamente e me ne frego dei giudizi.

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E ora?
Beh Ora SABIR sta studiando. Sta ancora assorbendo il carico emotivo. Sta gia programmando tournee future, sta preparando materiali. Sta chiedendo feedback esterni e sta ponderando che strada prendere.

L’Improvvisazione può cambiare il mondo?
La sto sparando troppo grossa?
Beh intanto iniziamo a far dialogare le diversità attraverso le nostre storie che almeno qualche piccolo passo l’abbiamo fatto.
Che poi alla fine siamo tutti uguali. Siamo tutti SABIR, nessuno escluso.

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