lunedì 11 gennaio 2016

Giochini: sono da sfigati? - Jay Sukow

Il titolo di oggi è volutamente provocatorio e ci riporta all'eterna battaglia tra long form e short form a cui avevamo già dedicato un altro post a cura di Patti Stiles.
Capita spesso di discutere con attempati Improvvistori che affermano "ormai i giochini li lascio agli allievi, io faccio solo long perché è più stimolante"; vediamo un po' cosa dice Jay Sukow a riguardo.



La Gioia della Short Form

La Short form improvvisata ha una cattiva reputazione.
Ecco alcuni motivi per cui non la merita.
*per praticità, ma anche per dare un senso al sensazionale titolo che abbiamo scelto per la traduzione, da qui in avanti ci riferiremo alla Short Form col termine “giochini”. Non sempre. Ma quando lo faremo, sappiate che significa Short Form, e non, per dire, i Gormiti. Ricapitolando: giochini = Short Form.

L’altro giorno, con un’amica si parlava delle scuole d’improvvisazione. Lei accennava ad alcune esperienze negative vissute in un corso di giochini, in cui l’unica cosa che veniva insegnata erano trucchetti e, appunto, giochini. Purtroppo, è una sensazione condivisa da molti. Che la short form non sia vera Improvvisazione, ma solo un insieme di giochini e trucchetti.

Non potrebbe essere più lontano dalla realtà.

Short, medium, long form hanno tutte bisogno della stessa cosa per avere successo: buone scene.

Devi essere capace di improvvisare scene brevi, per poter essere efficace nella long form. Non significa che tu debba essere abile nei giochini. Ma devi assolutamente averli nel tuo bagaglio attoriale, e comprenderne il valore.

Secondo la mia esperienza, è più facile che Improvvisatori abili nella short siano efficaci nella long, che viceversa.

Nel rinomato format improvvisato dell’iO, “Harold”, la struttura è composta da Apertura (gioco), Scena Scena Scena seguite da un gioco di gruppo, poi Scena Scena Scena seguite da un gioco di gruppo, Scena Scena Scena, seguite da, se resta tempo, un gioco finale. Quando ho iniziato all’iO, tra i gruppi si facevano giochi come Replay o Music Jam. In effetti, iO iniziò come ImprovOlympic, da un’idea di David Shepherd, che si servì di giochi teatrali creati da Viola Spolin per far competere le squadre.

L’UCB, fondata da attori cresciuti all’iO di Chicago, su cosa si concentra? Il gioco della scena. (The game of the scene)

Entrambe le scuole di “long form” sono profondamente basate sui giochini.

L’unica differenza tra long e short form è che nella seconda, qualcuno spiega al pubblico il gioco. Ogni Improvvisatore conosce le regole dall’inizio. Nella long form, devi fare tutto senza che nessuno dica a quale gioco si stia giocando e senza che tutti siano d’accordo; non accade comunque.

C’erano molti snob della long form. La situazione sta cambiando, e i confini improvvisativi tra short e long stanno via via confondendosi. Gli Improvvisatori di Second City, ComedySportz, Annoyance iO, UCB, pH, One Group Mind hanno stili molto diversi. I buoni Improvvisatori sono buoni Improvvisatori.

Ho imparato così tanto dai giochini. Ho avuto la fortuna di avere insegnanti di short form formidabili a Second City, come Stephen Colbert e Steve Carell. Ho imparato soprattutto da Dave Gaudet, Randy Smock e Dr. Jim McDonnell e Matt Elwell di ComedySportz. Ho anche avuto la possibilità di recitare con Improvvisatori fantastici. Inoltre, è stato il mio primo lavoro retribuito.


Ecco 10 cose che i giochini mi hanno insegnato:

1.Quaglia. Velocemente. Hai circa 4 minuti per andare al cuore della scena.

2.Devi saper fare short form per essere assunto. E pagato.

3.Pensi meno, giochi/reciti di più.

4.Le long form sono solo giochini più lunghi. Gli esercizi di stile diventano Shakespeare improvvisato, musical improvvisati. ImproStop diventa un montage…

5.Si raggiunge sempre qualcosa.

6.C’è una nuova scena ogni 3-7 minuti.

7.È uno spettacolo per tutti, non solo “addetti ai lavori”.

8.L’ordine delle scene è fondamentale.

9.Oggi è il Giorno. Succede sempre qualcosa. Devi solo vivere in quel mondo e reagire.

10. Lo spettacolo è la cosa più importante. Punto.


Amo la long form. Ma non dimentichiamo dove tutto è iniziato: giochini. Short form.

Vivi – Ridi – Ama.

Come diceva Martin deMaat: “Sei puro potenziale”.

Grazie per l’attenzione.




Se ti senti particolarmente coraggioso, condividi le tue esperienze nei commenti qui sotto J

(Questo lo scrive Sukow ma lo ribadiamo anche noi ;) )

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