lunedì 11 maggio 2015

Qualcuno tagli, per favore!

Buongiorno Improvvisatori!
Questa settimana vi proponiamo uno spunto "tecnico" preso dal blog peopleandchairs (col loro permesso) che oltre ad avere un titolo molto bello è anche ricco di contenuti altrettanto interessanti.
Quante volte, col sedere incollato alla nostra sedia, o molto peggio in scena con un rivolo di sudore freddo lungo la schiena abbiamo pensato: "QUALCUNO PER FAVORE. PER L’AMOR DEL CIELO. TAGLI. QUESTA SCENA".
Pepopleandchairs ci regala alcuni suggerimenti pratici su quando e come tagliare.

 “Taglia seguendo il tuo istinto. Ascolta il tuo corpo.” – Jet Eveleth

È la serata dell’Harold.
Sei in piedi sul fondo, che guardi una scena molto divertente. Fa così ridere che non stai nemmeno pensando al ritmo della scena, o a quale personaggio dovresti riportare sul palco, quando d’un tratto…
…tutto precipita in men che non si dica.
Gli attori, totalmente sul pezzo pochi secondi prima, ora sono stranamente silenziosi. Il pubblico è ancora più silenzioso. E l’unico suono che senti è quello del battito del tuo cuore, mentre ti chiedi “Come cazzo taglio ora?”.
Oppure stai guardando una scena che è iniziata traballante, per poi migliorare – ma resti comunque pietrificato nella tua posizione.
O magari sei proprio tu in una scena che dovrebbe essere finita già da un pezzo. Ti ritrovi a cercare un personaggio nuovo di zecca, a mimare un cappio o semplicemente a supplicare con gli occhi che qualcuno ti aiuti, che QUALCUNO PER FAVORE. PER L’AMOR DEL CIELO. TAGLI. QUESTA SCENA.
Se una di queste situazioni ti suona familiare, ecco alcune tecniche utili. È garantito che i tuoi compagni ti saranno grati.
Alcuni dicono che sia meglio tagliare su una risata. Non è una cattiva idea, ma non è obbligatorio. Soprattutto se la scena che stai guardando ha già totalizzato più 7 minuti senza risate.
Il miglior momento per tagliare è quasi sempre appena prima di pensare “Qualcuno dovrebbe tagliare”.
Sostituisci quel pensiero con “IO dovrei tagliare”. Ancora meglio, smetti di pensare e taglia. Partendo dal…

TAGLIO DAVANTI ("a tendina")
Antenato dei tagli improvvisativi, il taglio davanti spesso ha la colpa di essere noioso, sicuro o amatoriale. Si dica ciò che si vuole, ma quando si è nella merda fino al collo, non c’è niente come un bel taglio davanti per allontanarsi dall’odore delle feci.
Basta ricordarsi queste 2 semplici regole:
1. Resta davanti agli attori che stai tagliando, e
2. Corri, non camminare.
Altrimenti potresti sembrare un nuovo personaggio della scena. E peggio di una scena che sta precipitando c’è solo una scena che precipita con una persona in più, ovvero un puttanaio.

TAGLIO 2.0
C’è chi ha applicato le proprie varianti al taglio tradizionale.
Il duo improvvisativo Scratch usa una rotazione di 360° per far capire al pubblico (e l’un l’altro) quando sono passati a un nuovo personaggio, o in un nuovo posto.
E Zach Ward (DSI Comedy Theater, ImprovBoston) fa un saltino come primo passo mentre taglia verso una nuova scena. È un bel tocco di classe per comunicare il proprio divertimento, e il nostro.

Ora che abbiamo chiarito questi punti, la fantastica Jet Eveleth c’insegna un mucchio di ottime tecniche, tra cui…

TAGLIO VOCALE
Questo è uno dei miei preferiti, perché è così versatile. Basta fare un passo in scena e prendersi il fuoco, che sia a parole o con un suono. Mettiamo che la scena sia ambientata in uno studio veterinario. Potresti tagliare facendo versi animali (funziona anche come Taglio a Sciame – vedi sotto).
Accertati di raggiungere il proscenio, e di avere una voce abbastanza alta da attirare l’attenzione, per rendere palese il taglio.Magari nella scena dal veterinario è stata citata una canzone. In tal caso, potresti tagliare cantando quella canzone mentre entri in scena.Ora chiunque può riportare la stessa canzone sul palco come taglio, o un brano dello stesso artista, genere o anno.

TAGLIO NARRATIVO
Puoi tagliare con una breve narrazione, pronunciata mentre cammini sicuro da un lato all’altro del palco:
“Nel frattempo, in una cantina pugliese…”
“Cent’anni dopo…”
“E mentre il sole tramontava all’orizzonte, lo spacciatore Bryan Hobbs si stava svegliando…”
Il Taglio Narrativo somiglia a un taglio davanti, ma lascia il resto della squadra col dono di un luogo, personaggio o altre nuove informazioni.

TAGLIO FRANCESE
Noto anche come “Taglio Organico”, significa semplicemente portare un incipit chiaro e robusto, mentre entri per iniziare una nuova scena:
“…ed è così che furono inventate le meringhe.”
“Questo posto fa schifo!”
“Qualcuno ha visto la mia bandana?”
O qualsiasi altra cosa.
Entra in scena con energia, e con questa solleverai il resto dello spettacolo.

MONOLOGO
Puoi sempre tagliare facendo un passo avanti e iniziando un monologo, finché qualcuno non ti tocca la spalla o ti taglia.
A meno che non sia uno spettacolo a base di monologhi, probabilmente non è l’opzione migliore. Ho visto vari Harold in cui una persona all’improvviso ha fatto un monologo a caso, e spiccava come un pollice arrossato.
I monologhi funzionano meglio quando vengono proseguiti periodicamente, da una sola persona o più di una.

TAGLIO A SCIAME
Crea un ottimo quadro in scena, poiché coinvolge vari attori. L’idea è quella di muoversi e tagliare in gruppo.
Qualsiasi cosa può fare da scintilla.
Paloma Nunez ha realizzato un ottimo taglio a sciame in questo modo: uno dei personaggi in scena ha iniziato a piangere. Paloma è entrata da destra, dicendo “Drip… drip… drip…” imitando con le mani il movimento delle gocce che cadono.
Il resto della squadra ha seguito un attimo dopo, dicendo “Drip… drip… drip…” e copiando il movimento. Oltre ad avere un aspetto fantastico, ha iniziato una nuova scena senza il minimo sforzo.
Potete sciamare silenziosamente, o con parole e suoni. Usate la fisicità per amplificare l’effetto.

TAGLIO INTERNO
È un taglio più sottile, in cui tu stesso tagli la scena che stai interpretando.
Mettiamo che in questa scena il tuo personaggio sia a un appuntamento al buio.
Potresti rompere la quarta parete, rivolgerti al pubblico e dire: “E fu a quel punto che capii che non avrei mai potuto amare Brad”.
Potresti quindi spostarti in proscenio e iniziare un monologo, o una narrazione, o lo scene painting di una nuova scena.
Oppure, potresti assumere la voce e la fisicità di un personaggio completamente diverso, e iniziare una nuova scena nei panni di quella persona.

RIPETIZIONE DI UNA BATTUTA
Dobbiamo ringraziare Dave Sawyer di ImprovBoston.
Se una scena ha dato quello che doveva dare, puoi prendere qualsiasi battuta appena proferita e ripeterla mentre entri in scena. Calibra il tono di voce in modo da attirare l’attenzione e far capire agli attori che stai iniziando nuova scena:
Attore 1: Ho del gelato alla vaniglia, ne vuoi un po’?
Attore 2: Sono intollerante al lattosio.
Attore 3: (camminando verso il proscenio, a voce più alta) Sono intollerante al lattosio… ma adoro Scientology!
Puoi anche ripetere un suono di una scena, e amplificarlo – o trasformarlo in qualcosa di nuovo – per iniziarne un’altra.

A VOLTE È POSITIVO ESSERE STRONZI
Uno dei miei maestri diceva: “Quando il pubblico ride, vuoi essere lo stronzo che ha tagliato la scena troppo presto”.
Fidati del tuo istinto per capire quando è ora di tagliare. E prima di farti paranoie, ricorda ciò che diceva Ben Stiller in “Starsky & Hutch” e FALLO!

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