venerdì 15 maggio 2015

Quanto conta il fallimento nell'improvvisazione? - Jet Eveleth

Nel giro di 48 ore, sono passato dal non sapere che Jet fosse un nome femminile, all'adorare Jet Eveleth - Improvvisatrice, attrice, autrice.
L'adorazione, oltre che rivolta al talento, è per un'intervista trovata quasi per caso, in cui risponde a varie domande sull'improvvisazione.

(L'intervista fa parte di una serie di interviste, che vi consigliamo assolutamente di vedere, che fanno parte del progetto Whether the Weather: un bacino mostruoso di interviste meravigliose con alcuni tra i più famosi Improvvisatori americani)

A un mese dal saggio del secondo anno, i fallimenti in scena sono all'ordine del giorno, e dopo la lezione di questa settimana, nella mia testa rimbalzavano senza sosta le parole che Jet pronunciava in una parte dell'intervista, proprio a tema successo-fallimento. L'unico modo per elaborare la serata è stato tradurre e rileggere le sue parole. Ma perché non condividerle col resto del mondo? Perciò eccola, la saggezza in pillole di Jet Eveleth!

In questo campo, devi desiderare i fallimenti tanto quanto desideri i successi. Per crescere. E significa riconfigurare completamente il cervello, perché non ci aiuta a sopravvivere nel mondo reale: voler fallire.
Ma poi entri in questo mondo, e sostanzialmente, per poter crescere, DEVI fallire. Perciò devi disattivare tutto ciò che dentro di te vuole sopravvivere, e partire da lì. T'insegna davvero quel senso di coraggio, e a essere veramente coraggioso per la tua arte. Fantastico.


E non è solo l'improvvisazione, ma piuttosto ogni forma d'arte, che insegna a essere coraggiosi, per qualcosa di più grande di noi: l'arte.
Perché noi moriremo, ma la nostra arte potenzialmente vivrà per sempre. Certo, l'improvvisazione quando si spengono le luci non esiste più, ma quell'energia è ancora là fuori, e ogni spettatore ne conserva il ricordo, e potrebbe persino divulgare quel ricordo ad altre persone.
La crescita che vedi nelle persone coraggiose è incredibile; perché vedi proprio la consapevolezza: "So che non colpirò ogni palla che mi verrà lanciata. Dovrei smettere di giocare a baseball?". Ma è impossibile crescere senza prendere atto di questa cosa. E statisticamente, la palla la colpisci tipo un terzo delle volte, anche provandoci. Possiamo concederci il lusso di dire: "Ehi, se ho successo una volta ogni tre spettacoli, sono a posto".
E consiglio davvero ai miei studenti di concedersi questa libertà. Facciamo un esercizio in cui gli chiedo di realizzare volontariamente delle pessime scene, per poi illustrargli tutte le cose positive che ne sono uscite. Ad esempio, di solito tendono a tagliare di più quando gli dico di fare pessime scene. Tagliano di più! Perché è la libertà del pensare "Taglio quando mi pare". Ma QUELLO è il modo in cui dovresti tagliare sempre! Perciò gli racconto tutto ciò che andava comunque bene e poi gli chiedo "E se per metà del tempo inseguissimo la bellezza e per l'altra metà inseguissimo il fallimento?". In questo modo, se usciamo e sbagliamo, possiamo dire: "Oh sì, era quello che intendevo fare. Volevo fallire in quel punto", e la stessa cosa in caso di successo: "Certo, certo, era calcolato".
Ma la verità è che potresti inseguire il fallimento e trovare l'oro, così come potresti cercare l'oro e trovare il fallimento. E l'apertura, il non-attaccamento a questi pensieri, è ciò di cui hai bisogno per crescere.
- Jet Eveleth

2 commenti:

  1. Grazie! Ho adorato queste parole. <3
    E adoro voi per darci così frequentemente contenuti ottimi. ;)

    RispondiElimina
  2. Grazie! Ho adorato queste parole. <3
    E adoro voi per darci così frequentemente contenuti ottimi. ;)

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