giovedì 21 maggio 2015

La coppia imperfetta dell'improvvisazione

Oggi ho visto un video e mi è piaciuto molto.



Nelle belle parole del video ho ritrovato una frase che ci disse Antonio Vulpio durante un corso tenuto a Improvincia, che abbiamo scritto e teniamo appesa al muro della sala corsi: "Celebriamo la nostra incapacità di essere perfetti". Detta così sembra un ricordo postumo, per fortuna Antonio è vivo e lotta insieme a Teatro a Molla e pure all'Orcas Island Project :-)

La frase era riferita all'improvvisazione teatrale, il video ai rapporti di coppia.
Ho quindi pensato se ci fossero altri punti di contatto tra le due cose e la mia risposta è stata: sì e... (tipica risposta da impronerd).

Nel rapporto di coppia l'uso del Sì e... è indispensabile.
Intanto quello del : stare con una persona e dirle sempre di no non fa andare da nessuna parte, come su un palco. Se quella che vogliamo costruire è una storia (d'amore o d'amicizia) le regole per farla continuare saranno le stesse di una storia improvvisata.
La realtà è anche più semplice: difficilmente il nostro partner ci vorrà portare sulla Luna, sarà più facile che ci voglia accompagnare a prendere un gelato (fregatevene della linea, dite di sì).
Anzi, usate questo strumento per capire se qualcosa non va: se vi accorgete che state dicendo troppi no, qualcosa non va (e state anche trasfromandovi nel Peggior Improvvisatore del Mondo).
Se poi fate il passo successivo, cioè dite Sì e... aggiungerete quella verve al rapporto utile soprattutto nei periodi calanti - e qui il video che vi consiglio è questo:



Per quanto riguarda il capitolo domande... discorso spinoso. Credo che una coppia che voglia durare a lungo in serenità debba affrontare le difficoltà e quindi COMUNICARE.
Ho imparato che la mancanza di comunicazione (attenzione, non sto parlando di sincerità, che è un concetto ulteriore) è il più grave problema che possa affliggere una coppia. Giuro.
Quindi, più che fare domande all'altro (come sconsiglia l'improvvisazione), facciamole a noi stessi e rispondiamone con l'altro.
Non aspettiamo che ci vengano fatte, anche perché spesso quelle vengono alla fine...
A meno che la domanda non sia "Vuoi stare/baciare/vivere/sposare me?", allora l'unica risposta che potete dare è "Sì!" :-)

In realtà il punto che più mi piace è "Make your partner look good". Questo è il vero punto di contatto tra i due mondi. Se amiamo e stimiamo una persona non vediamo l'ora di celebrarla anche nei suoi difetti, la metteremo su un piedistallo anche più alto del nostro!
Dubito sempre del futuro delle coppie in cui un partner parla male dell'altro (a meno che non siano i miei genitori che lo fanno da 40 anni!). Le persone che si vogliono bene continuano a lodarsi a vicenda anche dopo la separazione, credo sia uno dei più bei finali di una storia.

La nota acida: in un bel corso sul DUO con il mio baldo amico Luca Mapo Mapelli tenuto da Glenn Hall, il motto era "Fuck your partner!". Non è stata un'ammucchiata, il senso della provocazione è quello di evitare di andare insieme nel burrone: quando l'aereo sta per precipitare, prima di pensare a salvare donne e bambini, preoccupati di avere la maschera d'ossigeno, così potrai salvarli veramente.


Effettivamente vale anche per la coppia, questo consiglio opposto e contrario. E non solo in senso figurato! A proposito, chiudo citando Stanley Kubrick (che cita a sua volta Arthur Scnhitzler), che conclude con queste tre battute l'affresco di coppia di Eyes Wide Shut:
Alice: C'è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare prima possibile...
Bill: Cosa?
Alice: Scopare.


La posta del cuore di Elena Lah

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