mercoledì 14 giugno 2017

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #3

Cominciamo dalla fine. Pandora è finita da qualche giorno mentre vi scrivo e questo è il momento della malinconia.
Perché è stato figo.
Perché è stato colorato.
Perché Pandora si fa in tanti, come l'amore. E mi sembra se ne sia fatto e prodotto molto di amore in questa edizione dedicata a Woodstock.
Di certo quando stamattina ho ottenuto la mention del pride (quella cosa che puoi reagire a un post di facebook con la bandiera arcobaleno) ho pensato: così posso metterlo sotto tutti i post di Pandora. Perché i diritti esistono davvero quando sono la normalità. Ecco, questo pensiero mi è piaciuto.

Ora partiamo.
La sveglia della domenica mattina alla Bellotta è durissima, si contano i feriti e i dispersi del ballo della seduzione e dell'allegria della sera prima. Giacciono a terra occhialini colorati e costumi anni '70 (drammatizzazione).
Le ultime 3 ore delle app partono e durano fino alle 13, tranne per i corsi avanzati di Tani e Brandi che hanno ottenuto un'estensione pomeridiana delle attività (amo i secchioni).


Il tavolo di Improvincia (ogni tanto sono di parte)
Siamo allietati da un pranzo a base di piatti tipici piacentini: salumi misti come antipasto e pisarei e fasò (ecco la ricetta). Quanto è bello mangiare davanti a Martina Pavone che, abitando in Turchia da 4 anni, accoglie ogni piatto come una bambina riceve il suo gioco preferito!

C'è chi si porta avanti coi saluti, come Papo che fa selfie con tutti... bello trovarli il giorno dopo come ricordo di questi giorni insieme.

Arriva il momento di restituzione delle app: ogni gruppo ha a disposizione 8 minuti per mostrarci una parte del lavoro fatto con esercizi o idee di spettacolo.
Gli apper di Pandora in una foto di Papo (c'è anche Tani)
Inizia Patrizio Cossa che per spiegarci come si comunicano le emozioni con il corpo ci fa abbracciare tutti - ma proprio tutti, pubblico, insegnanti, tecnici e animali - in un momento che più peace&love non si può!
Mauro ci mostra come fanno l'amore le cicale... cioè ascoltandosi.
Mapo porta sul palco il fallimento con un improstop di spalle.
Il maiale empatico di Giulia Amarilli crea un cerchio di ricordi legati da parole che evocano altri ricordi. Un perfetto mini-spettacolo.
Laura Mottola ci fa assaggiare la paura con un momento che rende temibili anche le 4 del pomeriggio.
Che bello l'esercizio proposto da Mari Rinaldi che ricrea una fila di operatrici di call center più disparati con i loro clienti più disperati.
Mirko Manetti gestisce incroci di relazioni su una storia a X come un esperto regista del traffico.
L'esibizione del gruppo di Martina Pavone
tratta dal suo profilo Instagram
Alla fine entra il gruppo di Martina che ha creato nientepopodimeno che l'inno di Pandora!
"PANDORA PANDORA NON è UN VASO MA L'AURORA, PANDORA PANDORAAAAAA UN IMPRO FESTIVAL D'AMOR!!!!! "

Entusiasmo alle stelle per il gran finale: tutti radunati al centro del prato per il più grande tai chi improvvisato che abbia mai visto - un super quadrato in cui chi è davanti propone un movimento e un suono e tutti gli altri 200 lo seguono.
Per fare le cose in grande si fa il più grande IH-AH che abbia mai visto: un enorme cerchio di movimento che si conclude... CHE SI CONCLUDE CON UNA SUPERFIGATA CHE NON POSSO RACCONTARE MA SOLO MOSTRARE.
Io ero in mezzo. Ho respirato colore per almeno 30 secondi. Non è per fare una bella metonimia, è la verità. Eppure ero talmente felice di questa bellezza e di questo immane casino di persone,  musica, arcobaleni, felicità, sorrisi, voce di Puleo, piedi scalzi che mi è piaciuto!


Ora Pandora è davvero finita, ma solo per il 2017.
La sfida sarà organizzare qualcosa di meglio di questo ma sono sicura che Mauro, Paolo, Enzo e Marcello ce la faranno. Bravi ragazzi, chapeau.

Elena
Ai lati di quella con la faccia da pirla
ci sono Mapo e Laura <3

martedì 13 giugno 2017

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #2

Questa foto è uno spoiler dell'ultimo giorno, ma è troppo bella.
Il sabato mattina a Pandora alzarsi è dura... l'entusiasmo della prima sera di festa insieme ha impegnato ma non piegato i partecipanti, che si apprestano a iniziare le loro APP, i corsi di nove ore che si svolgono nelle sale della Bellotta.

Mapo mostra la dimensione della didattica
Con occhiali neri strategici, mi aggiro per le 10 aule, di cui due dislocate a Pontenure.
La prima che spio è quella di Luca Mapo Mapelli, che affronta il tema del fallimento: si sente urlare con gioia "Ho sbagliato!" da parte dei suoi alunni.

Giulia Amarilli
Accanto a lui la splendida Giulia Amarilli gestisce il Teorema del suino, lavorando sull'empatia e le emozioni, con la sensibilità dei maiali (che mica sono come tutti pensano, anzi).

Ci riprova Mauro Simolo che sostiene che Improvvisare è come fare l'amore: non ci sono regole, ma è importante fare stare al meglio il partner, sempre pronti al cambiamento.

La lezione di Mari spiata da Gino Andreoli
Sono tutte donne, per scelta della prof, le studentesse di Mari Rinaldi, che con Muse e figurine si è proposta di esplorare i ruoli al femminile, sia quelli rifugio che nuove possibilità meno affrontate, valorizzando l'attrice e creando una storia originale. L'atmosfera di questa app era davvero magica e serena, come sono le donne quando collaborano.

Una voce femminile splendida guida Improvvocal: la nostra fata turchina di Istanbul Martina Pavone - una habituè di Pandora alla seconda presenza come insegnante - crea un incantesimo di circle songs improvvisate nella sala cappella, esplorando il grammelot e le molte possibilità della voce.

Arrivano le 13 e la pausa pranzo fa respirare tutti.
Io scopro che Mauro Simolo ha una carriera da preparatore di scherzi che fa invidia a quella di improvvisatore. C'è uno all'università di Torino che crede ancora di essere la reincarnazione di Jim Morrison. In compenso ne ha anche subiti, come quando gli hanno murato la porta della camera di Torino al ritorno da una lunga stagione di animazione. E appesa c'era la Gioconda.

Quando pensavo di rilassarmi nel post-prandiale mi sono imbattuta nella app di Lara Mottola: un lavoro sulla paura da far venire i brividi, basato sullo studio dei meccanismi della tensione, i suoi autori e le tecniche narrative per far spaventare pubblico e in questo caso anche gli attori!

Mirko Manetti e i suoi ragazzi
Nel prato trovo Mirko Manetti che sta insegnando a sviluppare un occhio registico ai suoi "ragazzi". Uso della drammaturgia, tempi e tagli sono suggeriti per migliorare l'approccio di chi sul palco ha mille ruoli insieme.

I più esperti sono invece impegnati con Patrizio Papo Cossa che esplora il silenzio, la prossemica e le parole non dette, per scoprire come gestire sul palco il proprio corpo.

Francesco Brandi si avvale della sua grande esperienza di regista teatrale per lavorare sulla reazione e sulla drammaturgia basata su obiettivo e conflitto.

Simone Tani dalla Sardegna, passando da Liverpool e dal Giappone, tiene il suo corso di approccio alle  Trance Mask, già frutto della ricerca di Keith Johnstone al Royal Court Theatre di Londra e successivamente al Loose Moose Theatre da lui fondato a Calgary, in Canada. La ricerca parte dai riti degli stregoni africani e si fonde con le tecniche di utilizzo della maschera del teatro moderno.

Non solo donne a Impro Focus!
Appena terminati i loro corsi, Lara Mottola, Martina Pavone e Mari Rinaldi organizzano e moderano un evento unico per l'improvvisazione teatrale italiana: Impra Focus, un momento di riflessione sul ruolo delle donne nella nostra arte. 
L'impostazione dell'incontro è laboratoriale, i risultati della riflessione porteranno a indicare delle buone pratiche da attivare nel prossimo anno.
Un momento del lavoro dei gruppi di Impro Focus

L'attività di sintesi dei risultati è in atto, come improvvisatori.it ci impegnamo a diffonderli e a promuovere questa idea in cui crediamo molto. Complimenti alle nostre ragazze per la gestione di questo momento, intanto!

 
Il tempo di fare una velocissima doccia ed eccoci alla cena all'aperto nel cortile della Bellotta, a tema Woodstock! L'abbigliamento e il trucco dei partecipanti sono così belli che... credevo di essere mia madre!
 

Terapia di coppia: Nancy Citro e Roberto Tavella
Appena cala la luce è il momento dello spettacolo vincitore del concorso di Pandora: Terapia di coppia, di e con Nancy Citro e Roberto Tavella. Una coppia di improvvisatori che è anche una coppia nella vita, che affronta una prova da brividi: farsi analizzare dal pubblico come se fosse un terapista. Scopriamo così le caratteristiche dei personaggi grazie ai suggerimenti del pubblico, personaggi che vedremo sia sul divano del terapista che nel loro passato, oltre ai loro rapporti con i genitori. Uno spettacolo davvero piacevole e interessante, sacrificato nella durata di 25 minuti richiesta da Pandora. Invitiamo tutti ad andare a vedere Terapia di coppia nella sua versione integrale. Invito anche gli improvvisatori a essere un pubblico migliore, che sia in grado di dare suggerimenti migliori di orge, cacca, bagno. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

Gino e Enzo nel secondo spettacolo della sera
Segue il contenitore di games condotto da Paolo Puleo Woodstock line is it anyway, ispirato dal quasi omonimo programma televisivo americano. Enzo Zammuto, Mirko Manetti, Gino Andreoli, Giulia Amarilli, Matteo Barbero giocano all'improvvisazione per oltre un'ora con costumi, battute e grandi risate.

A quasi mezzanotte e mezza si va a ballare sotto i gazebo, mentre il bar sforna cocktail e birra.
Ore di chiacchiere e ballo per tornare sul palco con un Late show politicamente scorretto che inizia dopo le 3... e di cui sinceramente non ricordo nulla! :-D

Concedete il dono del sonno anche alla vostra inviata.

L'ultimo giorno di Pandora 2017 è appena iniziato.

Dove non diversamente indicato, le bellissime foto che accompagnano le mie parole sono di Barbara Barbareina. Le altre le trovate sulla pagina di Pandora. Grazie e brava!

domenica 11 giugno 2017

Dalla vostra inviata a Pandora | GIORNO #1

Pandora è iniziata. L'edizione 2017 del festival di improvvisazione che si tiene vicino a Piacenza, presso il centro La Bellotta di Pontenure, ha aperto i battenti venerdì 9 giugno, quando dalle 17 a ora (credo che qualcuno non abbia ancora trovato Pontenure) i quasi 200 partecipanti sono arrivati. Molti sono conferme, che alla Bellotta si sentono a casa e esordiscono al bar con "il solito", che non è difficile da indovinare visto che è birra o spritz. Stefano Marcucci ha nella sua storia la gestione di un locale a Recco, e dalla passione e dalla precisione che mette nel miscelare le sei parti del cocktail, capisci che quella dovrebbe essere la sua vita.
Le giornate sono serene e piene di sole, la bellezza del prato e delle piante della Bellotta sono amplificate dalle decorazioni del palco e dello spiazzo, dove il tema "Woodstock" riempie di ulteriori fiori e colori il panorama. La canzone di quest'anno è Best day of my life, degli American Authors.

Anche le magliette dei partecipanti, con una base grigia che assicura una pezzatura immediata, hanno il logo del concerto del '69 in tanti diversi colori. Lo staff ha maglie blu perché pezza di sicuro.
La cena del venerdì a Pandora è un trionfo di entusiasmo e gnocchi, le tavolate iniziano i brindisi che propone in primis B-Teatro. Per chi ancora non lo sapesse, si dice "Santè, Bonheur; Santè, Bonne Humeur". Salute.

L'inizio ufficiale del festival avviene sotto il tendone del palco, quando Paolo Puleo, Mauro Simolo, Enzo Zammuto di B-Teatro (Torino) e Marcello Savi di Traattori (Piacenza) ovvero la direzione artistica presenta gli apper, gli insegnanti di quest'anno, il miglior parco docente di sempre (come dicono tutti gli anni). Nonostante facciano i cazzoni, si vede quanto i quattro tengano a quello che hanno creato e promosso, e ne hanno tutti i motivi. Pandora è cresciuta dal primo anno, in cui i 4 a Bobbio si conoscevano tra loro così poco da credere che Marcello fosse stato fermato con due panetti di fumo (tranquilli, era uno scherzone di Puleo). Allora gli iscritti erano 45 e c'erano solo due associazioni; ora sono partner del festival anche Imprevisti su Misura, Improvincia, Abit, Rubik teatro, e Reboot teatro.

Cominciano gli spettacoli: Mari Rinaldi presenta Equipe, uno spettacolo che racconta la storia di un gruppo, in questo caso ricercatori che scoprono che quando un secchio d'acqua cade succedono cose straordinarie.
Patrizio Papo Cossa è un cattivissimo boss che frusta il povero Ahia interpretato da Mauro Simolo, le impiegate Lara Mottola e Antonella Serra hanno scoperto quello che cambierà il mondo, ma la verità svelata dalla segretaria Mari Rinaldi è che il capo ha creato Ahia come suo riflesso d'acqua. Molto ridere. Molto bravi. Un ottimo esempio di come valorizzando quello che c'è si possa creare qualcosa di bello traducendolo col linguaggio improvvisativo.

Lo spettacolo successivo è difficile da raccontare. Sulla Pelle, uno spettacolo che racconta storie importanti, come quelle che ci scriviamo addosso con i tatuaggi. L'ispirazione iniziale è stata la fenice che porta addosso la splendida Chiara, che per lei ricorda un momento di rinascita. Abbiamo usato questa ispirazione scomponendo in segni grafici il tatuaggio e rendendolo dinamico col movimento (quello che è stato definito balletto Kandinsky da un insegnante di arte nel pubblico) e sono nate tre storie. 
La prima era un abbandono di due persone su una spiaggia dove si erano messe insieme, la seconda vedeva un ragazzino geniale ma poco amato. La terza storia, più direttamente ispirata al tatuaggio di Chiara, raccontava un nuovo inizio lavorativo in un ufficio strampalato. Ecco, da quando Mapo mi ha fatto la supercazzola sul palco ho cominciato a ridere. Lui lo sapeva. Stupirci a vicenda e punzecchiarci sul palco - "Fuck your partner!" - come dice Glenn Hall, con cui abbiamo fatto un corso sul duo - ci ha fatto divertire ed è la dimostrazione di quanto sia bello lavorare con persone a cui vogliamo bene. Ora smetto che sto bagnando la tastiera del mac. L'improvvisazione è un meraviglioso linguaggio, come le immagini e la fisicità. Il frutto di 26 anni di conoscenza e amicizia e tanti di condivisione di una visione dell'improvvisazione con Luca Mapo Mapelli ha finalmente (per me) portato sul palco una cosa così bella che vorrei covfefe

Ma la serata è tutt'altro che finita!

Partono in contemporanea due attività: i novizi fanno un mega speed date! In tre minuti possono incuriosire chi trovano davanti, per poi lasciare un foglietto con un feedback per raccontare cosa hanno pensato dell'altro.

Intanto io e Luca Mapelli per improvvisatori.it abbiamo moderato un dibattito sui FORMAT, un momento di scambio e confronto tra le compagnie presenti a Pandora, per capire come nascono i format, chi li idea, quale percorso porta a crearli...
Si sono raccontati tanti percorsi e prodotti interessanti, solo l'inizio di un momento di confronto che è utile e forse necessario in una situazione con tante anime diverse come Pandora.

E poi finalmente la musica di Gnappo e Oscar e via a sudare sotto gazebo e tendone… la notte è giovane, anche per chi l'indomani mattina inizia i corsi.

Foto di Gianluca Farabegoli

Buona prima notte sotto la luna di Pandora.

Elena